Informazioni personali

La mia foto
ascoli piceno, Ascoli Piceno, Italy

lunedì 5 novembre 2018


CALCOLATORE DI PROFONDITÀ DI CAMPO (DOF)


  • Distanza iperfocale: la distanza più vicina alla quale è possibile mettere a fuoco un obiettivo mantenendo gli oggetti all'infinito accettabilmente nitidi. Quando l'obiettivo è focalizzato a questa distanza, tutti gli oggetti a distanze dalla metà della distanza iperfocale verso l'infinito saranno accettabilmente nitidi.
  • Limite iperfocale: la distanza tra la fotocamera e il primo elemento considerato accettabile quando si concentra sulla distanza iperfocale. 
  • Profondità di campo (DOF): la distanza tra i punti più lontani e quelli più vicini che sono nel fuoco accettabile. Questo può anche essere identificato come la zona di nitidezza accettabile davanti e dietro il soggetto a cui è focalizzata la lente. 
  • Limite DOF vicino: la distanza tra la fotocamera e il primo elemento considerato accettabile.
  • Limite di DOF: distanza tra la camera e l'elemento più lontano considerato accettabile.
  • Depth of Field (DOF) Davanti: distanza tra il DoF Near Limit e il piano di messa a fuoco.
  • Profondità di campo (DOF) dietro: distanza tra il piano di messa a fuoco e il limite lontano DoF.

ILARIA

domenica 4 novembre 2018



Risultati immagini per composizione fotografica

Immagine correlata

Con il termine di composizione fotografica si intendono tutte le decisioni prese dal fotografo, al momento dello scatto, riguardo alla scelta del soggetto da rappresentare e alle sue relazioni con l'ambiente circostante (sfondo). Altre soluzioni possono essere di tipo pratico, la scelta della posizione da cui scattare la foto (inquadratura, prospettiva), o di tipo tecnico quali il tempo di esposizione o la messa a fuoco. Solitamente le scelte pratiche influiscono maggiormente sulla composizione dell'immagine mentre il risultato dal punto di vista qualitativo (bilanciamento corretto del colore o assenza di rumore) si raggiunge grazie alla tecnica.
Obiettivo di queste decisioni è il comporre un'immagine che trasmetta le sensazioni di quel particolare momento, coinvolgendo l'osservatore e focalizzandone l'attenzione su determinati particolari. Raggiungere questo obiettivo significa rendere dinamica un'immagine, allontanandola dal senso di staticità che si può creare fotografando un soggetto immobile (un albero, delle montagne). Difatti il soggetto di una foto può essere una persona ma anche un oggetto o un panorama; in questo caso scegliere il soggetto significa anche scegliere il metodo di comporre l'immagine.
Scattare una foto ben composta non è sempre semplice, poiché la quantità di elementi presenti nell'inquadratura potrebbe rendere difficile il posizionamento di un soggetto in modo tale che attragga l'attenzione, fugandola da particolari secondari o indesiderati. Accade infatti spesso che in una foto appaiano elementi in posizioni di disturbo sui quali cade l'occhio, distogliendo la concentrazione dal vero protagonista dello scatto che viene lasciato in secondo piano. In alcuni casi possono finire nell'inquadratura soggetti indesiderati che rovinano la scena (tipico esempio è il palo della luce con i suoi fili davanti ad un paesaggio).
Il consiglio che viene dato al fotografo novizio è quello di non posizionare il soggetto al centro dell'immagine ma di cercare di decentrarlo rendendo l'immagine più movimentata (evitando la tipica inquadratura da fototessera, piatta e statica). Questo consiglio si basa su una regola principale da seguire (ma anche infrangere), la più nota nel campo della composizione dell'immagine: la regola dei terzi.




sabato 3 novembre 2018

fotografia:
La luce delle finestre 


di Joe Baraban


Luce in fotografia
Non c'è niente di meglio della luce di una finestra!

Quando stavo iniziando la mia carriera, quasi quarantasei anni fa, non disponevo di molti soldi per le attrezzature, in particolare per le apparecchiature di illuminazione. Insomma anche se avessi saputo cosa fare con quegli aggeggi non avrei avuto i soldi per comprarli. Così ho usato le mie conoscenze artistiche per risolvere i problemi di luce.

Quello che voglio dire è che, per i miei lavori, ho usato la luce disponibile e spesso questo ha voluto dire usare la luce delle finestre. Di conseguenza, quando sono cresciuto, ero abbastanza sicuro da utilizzare la luce disponibile di una finestra, per qualsiasi tipo di lavoro affrontato nel mio primo studio fotografico.

Infatti, agli inizi, ho avuto un piccolo spazio al piano inferiore in una vecchia casa. Il mio set-up di illuminazione era una grande finestra nella parte anteriore della casa, sul fronte nord. Ho usato quella luce per fare di tutto, dai ritratti all'oggettistica. Al momento, non mi rendevo conto che era il miglior modo possibile per illuminare le persone, infatti nel corso degli ultimi anni sono ritornato alle origini.

Nei miei corsi on line e nel mio laboratorio “Stretching Your Frame of Mind” che ho condotto in giro per il mondo, suggerisco sempre di usare la luce disponibile delle finestre e, allo stesso tempo, sottolineo di evitare i flash di riempimento come se fossero la peste. 
Anche in una giornata cupa, ci sarà abbastanza luce proveniente dall'esterno per realizzare un ritratto di qualità. Nei mesi invernali dico, agli studenti che non credono ci sia niente da ritrarre fino al disgelo, di scattare in casa utilizzando la luce di una finestra. 
Anche quando potrei permettermi di utilizzare luci artificiali per i miei lavori, cerco sempre la luce naturale, disponibile da una finestra, dal momento che ho sempre cercato di ricrearla con le mie luci stroboscopiche e softbox.

Come è nella natura stessa della luce della finestra, l'illuminazione laterale è il modo più semplice per illuminare le persone. Io preferisco questo tipo di luce poiché aggiunge profondità al viso del soggetto. 
Cosa intendo per aggiungere profondità"? Rendere un lato più luminoso rispetto all'altro e magari usare un piccolo riflettore bianco per far rimbalzare la luce un poco indietro, sul lato oscuro. 
Questo è uno degli elementi fondamentali della progettazione visiva che insegno nelle mie classi, che si chiama Forma. 
La Forma si riferisce alle tre qualità dimensionali di un oggetto che solitamente ci appare solo in due dimensioni: altezza e larghezza. Per creare la terza dimensione, vale a dire la profondità, si deve dare una luce laterale al soggetto; in caso contrario apparirà piatto, senza alcun senso di forma e volume.

Quindi cercate di lavorare in camere con molte finestre che offrano diversi tipi di illuminazione. Uno dei modi che preferisco, per illuminare una persona (come nella foto sopra) è di usufruire della luce di una finestra collocata appena fuori dell'inquadratura e avere altre finestre sullo sfondo per far risaltare il soggetto. 
OK, qui è un buon momento per dirvi che ogni volta che qualcuno vi dice che non è consigliabile "avere le alte luci senza dettagli", non credeteci…, perché questa persona probabilmente è solita scattare foto medie, prevedibili; che non interessano a nessuno.





mercoledì 24 ottobre 2018

http://www.scrivereconlaluce.it/
LUCI PER RITRATTO

http://www.scrivereconlaluce.it/


FIERA DEL CIOCCOLATO

FIERA DEL CIOCCOLATO ASCOLI PICENO



















La tabella seguente riporta i valori nutrizionali corrispondenti a 100 grammi di cioccolato:
Valori nutrizionali (per 100 g di prodotto)[27]
TipoCioccolato amaroCioccolato al latteCioccolato bianco
Proteine (g)3,27,67,5
Lipidi (g)33,432,337
Carboidrati (g)60,35752
Lecitina pura (g)0,30,30,3
Teobromina (g)0,60,2--
Calcio (mg)20220250
Magnesio (mg)805030
Fosforo (mg)130210200
Ferro (mg)20,8tracce
Rame (mg)0,70,4tracce
Vitamina A (IU)40300220
Vitamina B1 (mg)0,060,10,1
Vitamina B2 (mg)0,060,30,4
Vitamina C (mg)1,1433
Vitamina D (IU)507015
Vitamina E (mg)2,41,2tracce
Valore energetico (kJ)[28]2.0802.1602.260
Valore energetico (kcal)495,2514,2538

Effetti sugli animali



Struttura della teobromina.
La teobromina contenuta nel cioccolato è tossica per i cani, i cavalli e altri piccoli animali che sono incapaci di metabolizzarla
In piccole quantità riesce a essere un potente stimolante per i cavalli, al punto da essere bandito dalle corse in quanto sostanza illegale
Se un animale mangia del cioccolato in quantità consistente, la teobromina può permanere nel suo sangue fino a 20 ore, provocandogli disturbi che possono andare dalle convulsioni all'attacco cardiaco, all'emorragia interna fino - nei casi peggiori - alla morte. Il primo trattamento, da eseguirsi entro due ore dall'ingestione, consiste nel provocare il vomito. È quindi necessario interpellare un veterinario
La DL50, ossia la dose letale per il 50% del campione, della teobromina per i cani è 330 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo, un dato simile a quello della caffeina per gli esseri umani. Un cane di circa 20 kg di peso soffrirà qualche disturbo intestinale dopo aver mangiato circa 250 g di cioccolato al latte, bradicardia o aritmia cardiaca se ne mangia mezzo chilo. Cinque chili di cioccolato hanno il 50% di probabilità di ucciderlo. Col cioccolato fondente le dosi letali sono inferiori, essendo questo più ricco di cacao.